• Slider Main Page
  • Slider Main Page
  • Slider Main Page

Precarietà nova.

Racconti di quotidiano sfruttamento tra università e lavoro
A cura del Collettivo Exarchia
L’università dovrebbe essere il luogo dove si impara a esercitare il pensiero critico. Diciamo
“dovrebbe” perché di fatto non è così: i percorsi universitari sono strutturati sulla base delle
esigenze del mercato del lavoro e delle aziende.
Lo strumento dell’inchiesta permette di riconoscere come la dinamica generale di precarietà e di
atomizzazione delle relazioni sociali in funzione di un maggiore sfruttamento capitalistico, sia una
dinamica che investe ogni settore lavorativo, ogni tipo di campo disciplinare e ogni fase della vita.
Oltre al mercato del lavoro sempre più precarizzato, lo stato in cui sono scuola e università ci
mostra come il mondo della formazione risulti una “palestra” di sfruttamento e sottomissione a tutti
i livelli.
Abbiamo voluto indagare come gli/le studenti dell’UniBo vivono la “precarietà” in ogni aspetto
della vita quotidiana, da un punto di vista sia economico che esistenziale.
Sono vari i fili rossi che percorrono quest’inchiesta e collegano tutti gli argomenti: l’intersezionalità
come metodo per comprendere le diverse oppressioni a cui siamo soggetti (classe, genere,
provenienza, età...), la critica all’indeologia del merito e della valutazione, lo stretto rapporto fra
riforme dell’istruzione e mercato del lavoro.
Con gli/le intervistati/e abbiamo condiviso riflessioni e aspettative, valorizzando ogni esperienza
come legittima e generativa, arrivando nell’ultimo capitolo a proporre alcune pratiche da utilizzare
ora e in futuro per possibili lotte reali.

exarchia

Libertà di Movimento

LIBERTA’ DI MOVIMENTO PER TUTTI!
Il fenomeno migratorio di persone e popolazioni è stato un fattore naturale dall’inizio dei tempi, fino a quando non è diventato una questione economica e geopolitica.  Ad oggi per le popolazioni dei paesi poveri del sud del mondo i visti sono bloccati, questo costringe migliaia di persone a viaggiare illegalmente diventando clandestini. Ma la vera illegalità è quella di ostacolare il fenomeno naturale e sociale della migrazione e il diritto alla libertà di movimento di ogni essere umano. Io sono europeo e questo mi permette di andare ovunque nel mondo, ma tanti altri in altre parti del mondo, non godono dello stesso diritto a pari condizioni. Un’ingiustizia che da noi si traduce con il termine “legalità”. Nel vocabolario dei potenti che governano il mondo e dei loro servili politicanti il termine “legalità” non dovrebbe nemmeno comparire. Cosa c’è di legale nell’agenda delle multinazionali e degli Stati del Primo Mondo che invadono popolazioni lontane con eserciti e armamenti per saccheggiare, contaminare e distruggere? E cosa c’è di illegale nelle conseguenze che questa agenda comporta?
Una società che alza i muri è condannata ad esserne prigioniera!
Libertà per tutti!

M.M.